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La storia del Teatro alla Scala di Milano

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Il teatro dell’opera di Milano, conosciuto anche come ‘La Scala’, è uno dei teatri più prestigiosi al mondo e, da circa 240 anni, vede esibirsi i più importanti artisti del mondo.

Prima del Teatro alla Scala, nel capoluogo lombardo le opere di teatrali andavano in scena nel cortile del Palazzo Reale. Bisognerà aspettera il 1598 per avere un salone dedicato alla musica classica e non solo. Ma la sala dedicata a Margherita d’Austria-Stiria venne distrutta da un incendio nel 1708, così come il Teatro Regio Ducale.

Fu Maria Teresa d’Austria, grazie al sostegno economico delle famiglie benestanti di Milano, ha dare il via alla costruzione del Teatro alla Scala.

L’architetto chiamato ad occuparsi di ridare un teatro dell’opera alla città di Milano è Giuseppe Piermarini, che si dedicò anche al disegno del Teatro della Cannobiana, una versione più piccola della Scala, utilizzata per gli spettacoli popolari.

Le pitture sono ad opera di Giuseppe Levati, mentre il sipario è stato decorato da Domenico Riccardi.
Il teatro sorge sulle fondamenta della chiesa di Santa Maria alla Scala ed è proprio dalla vecchia chiesa che prende il nome il teatro dell’opera di Milano. La chiesa fu demolita nel 1776, le prove acustiche avvennero solo due anni dopo, nel 1778 quando fu inaugurato il “Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala” con 3.000 posti.

La prima rappresentazione teatrale fu ‘L’Europa riconosciuta’ di Salieri. All’epoca la Scala non era utilizzato esclusivamente come teatro, infatti la platea in molte occasioni diventava una sala da ballo e i palchi venivano utilizzati dai membri dell’alta società milanese, per intrattenere rapporti sociali.
In alcuni palchi era consentito giocare d’azzardo, con giochi di carte o con la roulette.

Dopo i primi due anni dall’inaugurazione del teatro, ‘L’Europa riconociuta’ fu sostituita a causa degli elevati costi da sostenere per metterla in scena. Per questo motivo, e non solo, l’organizzazione del Teatro alla Scala decide di mettere in scena l’opera buffa, più facile da seguire per un pubblico spesso distratto e più economica da mettere in scena.

Per queste ragioni l’1 gennaio 1779 viene messa in scena la ‘Venere in Cipro’ di Felice Alessandri, seguita da numerose opere teatrali di grande successo. Bisognerà aspettare il 1787 per vedere l’introduzione delle prime lampade all’interno della Scala; il 24 marzo del 1799 viene abolito il Palco reale.
La prima ristrutturazione del Teatro più importante di Milano avvenne durante la primavera e l’estate del 1807, gli interventi riguardavano le decorazioni interne al teatro, che diventano neoclassiche. In quel periodo le opere andarono in scena alla Canobbiana.

Qualche anno dopo, nel 1814, fu possibile, inseguito alla demolizione di alcuni edifici vicini, ampliare il palcoscenico.

Proprio tra il 1813 e il 1816 si esibisce alla Scala il Maestro Niccolò Paganini.
Mentre nel 1817 va in scena la prima assoluta de ‘La gazza ladra’ di Rossini.

Negli anni i look del teatro è cambiato e si è adattato di volta in volta alle mode. Nel 1830, infatti, avviene un nuovo restyling che questa volta riguarda le fasce tra gli ordini dei palchi che vengono decorate con l’utilizzo di rilievi dorati e viene decorata la volta della sala. Nel 1875 la decorazione della volta della sala, fatta del 1830, viene sostituita con una decorazione a grisaille.

Tanti i nomi altisonanti che si sono esibiti sul palcoscenico della Scala, nel 1839 è la volta di Giuseppe Verdi con la sua primissima opera in assoluto: ‘Oberto, Conte di San Bonifacio’. La rappresentazione teatrale di Verdi, con la sua drammaticità, riscontrò un enorme successo tra il pubblico, che consentì all’artista di ottenere la commissione di una commedia, ‘Un giorno di regno’, che fu un disastroso flop.
Dopo l’Unità d’Italia il governo austriaco, che gestiva i fondi del teatro, fu sostituita dalla Municipalità.
Nonostante l’intodruzione di un sistema di lumi a gas (1860), bisognerà attendere il 1883 per vedere il Teatro alla Scala di Milano illuminato con l’energia elettrica.

Nel 1918, per ragioni di tipo economico, il teatro diviene ‘Ente Autonomo Teatro alla Scala’ riuscendo ad ottenere così le sovvenzioni comunali, il teatro diviene finalmente autonomo.