memorie di adriano

Memorie di Adriano

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C’è una frase di Flaubert che spiega il fascino immortale del protagonista: “Quando gli déi non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio, c’è stato un momento unico in cui è esistito l’uomo solo”.

Adriano è più di un uomo, è il “ritratto” di ciò che noi siamo oggi, nelle sue parole ritroviamo le radici della nostra storia.
In un mondo dove i fondamentalismi e l’ignoranza seminano morte e distruzione, le parole di Adriano assumono un significato nuovo indicandoci, forse, uno spiraglio di speranza: «…non tutti i nostri libri periranno;…altre cupole sorgeranno dalle nostre cupole…e se i Barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci”.

Ascoltare Giorgio Albertazzi recitare nella cornice magica di Villa Adriana, sfiorati dai fantasmi di quell’epoca lontana, ci ha spinto a portare questo spettacolo dal 1989 ad oggi in tante città d’Italia e d’Europa e a riproporlo al Teatro Parioli che riapre a nuova vita. Significativamente a Roma, che con la Spagna e la Grecia, sono state le Patrie di Adriano e sono ancora oggi culla della civiltà occidentale e mediterranea.

(Maurizio Scaparro)