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Il Teatro Giuseppe Verdi di Salerno

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Il Teatro Giuseppe Verdi è un edificio della città di Salerno in cui sono ospitati un teatro con quattro ordini di palchi ed un loggione ed il Casino Sociale.

Storia

Con la chiusura, nel 1845, del “Real Teatro San Matteo” ospitato nella Chiesa di San Benedetto, Salerno rimase senza teatro fino a quando, per volere del sindaco Matteo Luciani, fu costruito l’attuale Teatro Municipale intitolato a Giuseppe Verdi. Fu progettato nel 1863 ed i lavori iniziarono nel 1864.

La struttura fu ultimata nel 1869 e le decorazioni e gli arredi furono pronti nel 1872, quando, con la rappresentazione del Rigoletto di Verdi, avvenne l’inaugurazione a cui fu invitato anche il maestro che però non presenziò all’evento. Nonostante ciò nel 1901, anno della sua morte, la città decise di intitolargli il teatro municipale.

Nel 1903 furono sostituite le sedie imbottite con sedie Vienna ricoperte di velluto ed i palchi furono restaurati e nel 1922 fu rinnovato l’arredo e l’impianto di illuminazione passò dall’alimentazione a gas a quella elettrica.

Occupato dalle truppe alleate nel 1944, il teatro subì notevoli danni e riaprì solo nel 1952. Nel 1980 il devastante terremoto dell’Irpinia danneggiò seriamente la struttura che rimase chiusa fino al completamento del restauro nel 1994.

Architettura

Il teatro fu costruito ispirandosi alla struttura del Teatro San Carlo di Napoli, pur risultandone cinque volte più piccolo. Infatti parte dell’edificio è occupato dalle sale del Casino Sociale, nell’Ottocento punto di ritrovo dell’aristocrazia cittadina ed oggi club esclusivo. Il teatro presenta quattro fila di palchi, un loggione, una platea ed un palcoscenico. I posti sono 307 in platea e 300 nei palchi che sono dotati di camerino di servizio.

Le decorazioni interne furono operate da Fortunato D’Agostino e suo figlio Gaetano D’Agostino, i quali furono affiancati dai migliori artisti salernitani e partenopei. Sui medaglioni dei palchi sono rappresentati grandi musicisti, poeti ed artisti (Leonardo, Giotto, Giuseppe Verdi ed altri) e sul soffitto della sala è rappresentato Rossini su una balaustra che dirige le sue opere.

Molto bello è anche il sipario del Morelli, definito all’epoca il più bello d’Italia, e dotato di un grande arazzo decorato con polvere d’oro e su cui è rappresentata “La cacciata dei Saraceni da Salerno”. L’arazzo fu esposto nel Palazzo Reale di Napoli ed i bozzetti del Morelli sono conservati nella Galleria Nazionale di Roma. Il sipario fu sottratto alle deturpazioni ed ai danni provocati dall’occupazione dell’esercito alleato grazie a due vecchie custodi che, aiutate da gente comune, lo smontarono e portarono in salvo.

Nell’ingresso del teatro è posta una scultura di Giovanni Battista Amendola, il “Pergolesi morente”, che simbolicamente accompagna lo spettatore nel tempio della musica.

La prosa e la lirica

Il Teatro Verdi ha spesso ospitato importanti compagnie di prosa e ha visto esibirsi artisti del calibro dei fratelli De Filippo, Gassman e Albertazzi.

Ma la sua vera vocazione resta la lirica, cosa del tutto naturale per il teatro che, nel 1897, vide muovere i primi passi di un giovanissimo Enrico Caruso e di cui conserva, nella sala del botteghino, la porta del camerino autografata.

Infatti, nel 2007, è stato nominato direttore artistico Daniel Oren che ha portato il Verdi di Salerno ad occupare una posizione di eccellenza nel panorama della lirica nazionale con l’esibizione di grandissimi artisti di fama mondiale come: Marcelo Alvarez, Renato Bruson, la Royal Philharmonic Orchestra, Nikolai Lugansky, la Wiener Kammerensemble, Alexei Volodin, Martina Serafin e la Sapporo Simphony Orchestra.