Appunti su Giorgio Albertazzi

diario girogioGiorgio Albertazzi è la quintessenza dell’attore inquieto e inquietante, che coinvolge lo spettatore nel profondo o, al contrario, lo irrita e lo mette in stato di eccitazione.

Albertazzi non lascia mai indifferenti: è un interprete che spiazza di continuo anche i suoi fans. Quando credi di averne colto il segreto di una grande interpretazione, ti sfugge e si allontana. Uomo controcorrente in un teatro di conformisti, egli ha la sottile nevrosi dell’intellettuale e l’impudicizia del grande attore.

Le sue scelte sono varie, dispersive talvolta, perfino contraddittorie, mai scontate. In lui estro, vitalità intellettuale, energia fisica e psichica, talento sono sempre al servizio di un’idea, di un progetto, di una scelta. Attore di sapiente e geniale gigionismo, è capace di darti emozioni profonde con una recitazione di stupefacente castità e misura.

Interprete in grado di restituirci tutta la musicalità della poesia drammatica (come non pensare al suo indimenticabile Aligi de la figlia di Iorio dannunziana?), riesce a emozionare il pubblico con una recitazione che scava nelle pieghe più intime di un testo letterario e con una gestualità di mirabile misura.

Il suo Adriano delle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, nella felicissima regia di Maurizio Scaparro, mi ha dato emozioni che a teatro non provavo da molti anni.